Openspace

Una breve introduzione

Counter-li.org

Ho deciso di dedicare questo spazio al mondo del Free software, dell'Open source del sistema operativo "libero" per eccellenza: Gnu/Linux. Innanzitutto è doveroso fare una distinzione: opensource non è sinonimo di freesoftware; anche se, ancora oggi, si tende a utilizzarli indifferentemente.Che differenza c'è quindi? Vediamo di fare un po' di chiarezza. Cosa si intende per free software? Prima di addentrasi nel merito della questione, non si può non parlare di RMS ovvero Richard M. Stallman.

Counter-li.org

Richard Stallman è il fondatore della Free Software Foundation, il cui obbiettivo è la promozione del freesoftware ( libero non gratuito ), è anche il padre del progetto GNU. Ricercatore presso IA Lab (laboratorio di Intelligenza Artificiale) del prestigioso MIT - Massachusetts Institute of Technology; ultimo custode dell'etica hacker nata proprio nei corridoi dell' IA Lab al MIT; creatore del famoso Emacs l'editor di testi ( e non solo ) più utilizzato nei laboratori di informatica ( e non me ne vogliano i sostenitori di Vi" ) e del compilatore libero per eccellenza GCC. E la lista sarebbe molto lunga, ma se volete conoscere meglio Richard Stallman date un'occhiata a questo ebook dal titolo "Codice Libero: Richard Stallman e la crociata per il software libero" scritto da Sam Williams, edito in Italia da Apogeo e liberlamente, non poteva essere altrimenti, scaricabile dal sito dell'editore.

GNU not Unix

Ma chi meglio di Stallman può spiegare la filosofia del freesoftware? Ecco cosa dice in proposito:

"[...]Ma perché il software deve essere libero? Perché non accettare le logiche, spesso più comode del software prorpietario? Il discorso è semplice: perché se si insegue un'etica fondata sul valore della libertà, l'unico modo per essere coerenti con tale pensiero è quello di rivolgersi al software libero. E' l'unica strada percorribile. Molti usano software proprietario, ne fanno delle copie anche se ciò non è legale, si tratta di un comportamento poco etico e non consentito.[...]
[...]Il free software favorisce rapporti collaborativi: io sviluppo un programma, lo distribuisco ad i miei amici, loro apportano, se lo desiderano, delle modifiche, e lo ridistribuiscono sempre in modo libero, senza applicare restrizioni. Questa babele di collaborazioni e di interazioni rappresenta un substrato importante su cui il software cresce. Migliora nel tempo la qualità del software medesimo e vengono rimossi via via tutti i bug, ovvero i malfunzionamenti, per merito di una comunità attenta che vive da protagonista le fasi di sviluppo. Per questo si può tranquillamente affermare che la scelta del software libero è una scelta sicura: il software fa esattamente quello che noi vogliamo che faccia, è trasparente, non ci sono elementi introdotti da multinazionali per spiare i nostri comportamenti.[...]
[...]I bug nel software commerciale vengono risolti in modo lento e graduale. Il programma esce con dei difetti che vengono faticosamente corretti dagli sviluppatori impiegando molto tempo e così esce una nuova release con nuovi problemi: un circolo vizioso. Ricorrere al software libero significa anche affrancarsi da questa schiavitù. Se l'utente scopre un problema può rivolgersi alla comunità di utenti che usano e sviluppano quel software per cercare di risolvere il problema, il tutto in modo collettivo e più veloce di quanto non avvenga attraverso i report ai sigoli programmatori che impiegano due mesi a sanare un bug e poi vi dicono 'Va bene ora qual è il prossimo'. L'attività di test collaborativa risulta senz'altro più efficace.[...]
[...]Quindi abbracciare il software libero significa non essere più prigionieri di un a tecnologia, non dipendere in modo diretto dalle decisioni e dallo sviluppo di un ristretto cerchio di persone.[...]"


Ma quali sono le libertà fondamentali garantite, con la GPL - Gnu General Public License, da Stallman a tutti coloro che decidono di usare software libero?

Tux - la mascotte di Gnu/Linux

Quindi, da quanto detto, si capisce che opensource è solo il primo passo verso un freesoftware e non la meta. Ma che rapporti ci sono fra Stallman e Linux: il sistema operativo libero per eccellenza? Linux all'inizio, si parla del 1991, non era libero lo è diventato nel 1992 adottando la licenza GPL, in precedenza il codice veniva liberalmente distribuito, ma era esplicitamente vietato ottenere un qualsiasi ritorno economico dalla sua diffusione. Ma quando si parla di Linux sarebbe più corretto parlare, in termini generali, di sistema Gnu/Linux. Gnu è alla base di Linux. Per capire meglio ciò riporto l'ormai mitico post di Linus Torvalds su comp.os.minix , in cui annunciava la nascita della sua creaturina:

"Avete nostalgia dei bei tempi di Minix 1.1 quando gli uomini erano uomini e scrivevano personalmente i device driver? Siete senza un buon progetto e volete mettere le mani su un sistema operativo che potete modificare in base alle vostre esigenze? Siete frustrati dal fatto che in Minix funziona tutto? Sono finite le notti passate al debug di un programma? Allora questo post può essere proprio per voi.
Sto lavorando ad una versione gratuita di un clone di Minix per computer AT-386. Finalmente il mio lavoro è diventato utilizzabile (ma dipende da ciò che volete farci) e voglio pubblicare il codice sorgente per ottenere la massima distribuzione. E' solo la versione 0.02 ma ci ho fatto girare con successo "bash", "gcc", "Gnu Make", "Gnu sed", "compress" e così via."


Ecco spiegata la ragione del fatto che è più corretto parlare di Gnu/Linux piuttosto che Linux. In soldoni quello che viene chiamato Linux non è altro che il cuore del sistema operativo chiamato Kernel, cioé nucleo, e il componente del sistema operativo che si occupa di gestire le componenti hardware del pc. A questo poi bisogna aggiungere dei software che permettono all'utente di interfacciarsi col Kernel, altrimenti che me ne faccio? E queste utility Linus Torvalds le ha derivate dal progetto GNU di Stallman.
Attualmente Linux, o meglio Gnu/Linux viene prodotto e curato da un gruppo composto da molte migliaia di sviluppatori che collaborano strettamente via Internet. Ma non sono i soli a credere in Gnu/linux, infatti, oggi anche giganti del mondo dell'informatica del calibro di IBM, Novel, Sun Microsystem investono fior di milioni di dollari nel "pinguino" (il pinguino Tux è il simbolo di Linux); tanto che anche la Microsoft, la bestia nera del freesoftware e dell'opensource, è scesa dal suo olimpo di indifferenza e ha cominciato a temere Linux, che, da parte sua, ha rosicchiato fette importanti del mercato desktop, in cui fino a poco tempo fa dominava incontrastata Microsoft.
Nel corso del tempo, grazie al lavoro di appassionati e alla sua natura libera sono nate diverse versioni di Linux: chiamate distribuzioni. Se volete farvi un'idea del loro numero, delle loro peculiarità, provate a cercare con un motore di ricerca "distro linux" o "linux".

Inizio