Ipse dixit
Una raccolta di motti, frasi famose, poesie e brani, tratti da alcune mie letture, che, per un verso o per un altro, hanno destato il mio interesse.
Nessuna umana investigazione si po' dimandare vera scienza, s'essa non passa per le matematiche dimostrazioni.
Leonardo, I pensieri
L'intellettuale illuminista: un uomo libero da pregiudizi, incline e abituato a esaminare qualsiasi questione con mente sgombra da pregiudizi, cultore delle scienze naturali e di quelle sociali, amante dell'umanità e delle sue sorti, serenamente fiducioso di fronte alla vita. Conserverà contemporaneamente la sensibilità per le cose dilettevoli e il rigore necessario alle dimostrazioni; saprà risolvere un problema, e leggere un poema, calcolare i movimenti dei pianeti e divertirsi a teatro; un uomo, dunque, non specialista ma di cultura enciclopedica, colto ma non freddamente erudito, amante degli studi e nello stesso tempo mondano, aperto ad ogni problema.
Anonimo
Mi ricordo dei giorni passati e piango
Charles Boudelaire, Les Violons de l'automne
- Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi
- Ogni azione della mente è facile se non è sosstoposta al reale
- Si ama solo quello che non si possiede per intero
- Il pacifismo moltiplica talvolta le guerre e l'indulgenza la criminalità
- La lettura ci insegna ad accrescere il valore della vita, valore che non abbiamo saputo apprezzare e della cui grandezza solo grazie al libro ci rendiamo conto
- Le idee si trasformano in noi, trionfano sulle resistenze che inizialmente opponiamo loro e si nutrono di ricche riserve intellettuali già pronte, che non sapevamo destinate a loro
Marcel Proust, A la recherche du temps perdu
Tutto cancella il tempo che passa
Eschilo, Eumenidi
- Nessun uomo mortale puoi reputare felice fintanto ché di sua vita aspetti l'ultimo giorno, bensì dopo ch'egli ne abbia varcato il termine senza patire dolori
- Molte sono le cose straordinarie, ma nulla v'è di più straordinario dell'uomo
Sofocle
Dormono le cime dei monti e i baratri
le balse e le forre
e le creature della terra bruna
e le fiere nei monti s'acquattano e gli sciami
e i pesci negli abissi splendenti
dormono le famiglie d'uccelli
fermo palpito d'ali.
Alcmane, Notturno, frag. 58 D.
-
Tu ne quaesieris scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, ne babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quicquid erit, pati!
Seu plures hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum, sapias: vina liques et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur fugerit invida aetas:
carpe diem, quam minima credula postero. - Odi profanum vulgus et arceo
- Dulce et decorum est pro patri mori
Orazio
Rem tene, verba sequantur
Catone il censore, Praecepta ad filium
Alit lectio ingenium et studio fatigatum reficit
Seneca, Epist. 84,1
Nullus est liber tam malus, ut non aliqua parte prosit
Plinio, Epistole
- Nemo timendo ad summum pervenit locum
- Stultum est timere quod vitare non potes
P. Siro, Sententiae
Due cose riempiono l'animo mio di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me
Immanuel Kant
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna
Galileo Galilei
... Non dar voce ai tuoi pensieri, né tradurne alcuno in atto che non sia ben maturato[...]. I buoni amici astringiti al seno con uncini d'acciaio, ma non stendere la destra al primo venuto, bada a non entrare in contese ma, una volta dentro, comportati in guisa che il tuo nemico impari a temerti; ascolta tutti ma a pochi rispondi; odi le opinioni di ognuno, ma serba intatto il tuo giudizio ...
William Shakespeare, Amleto
Che cos'è la vita? Il viaggio di uno zoppo infermo che con gravissimo carico in sul dosso, per montagne ertissime e luoghi sommamente aspri, faticosi, difficili, alla neve, al gelo, alla pioggia, al vento, all'ardore del sole, cammina senza mai riposarsi dì e notte, uno spazio di molte giornate, per arrivare a un cotal precipizio, a un passo e quivi inevitabilmente cadere.
Giacomo Leopardi, Zibaldone
- ... Intelligenza e socievolezza sono inversamente proporzionali: quanto più è ricca la personalità, tanto meno si ha bisogno di compagnia. Lo spirito gregario, tipico dgli armenti, non è indizio di ricchezza interiore, ma piuttosto di straccioneria intellettuale ...
- ... Non si confonda il pessimismo con il cattivo umore, con l'ugghia o con la depressione. Il pessimista è sereno perché squarcia il velo delle illusioni e osserva con distacco le miserie del mondo ...
- C'è qualcosa di turpe in chi non sa rassegnarsi al destino, e anche in punto di morte, si ostina a chiamare il medico anziché il falegname
- Stupidi divertimenti sono quelli con cui gli uomini cercano di allietare la loro imbecillità, come il gioco delle carte, le riunioni, i balli e l'andare a zonzo senza costrutto
A. Schopenhauer
- Comunicare l'un l'altro, scambiarsi informazioni è natura; tener conto delle informazioni che ci vengono date è cultura
- Anche chi vive ritiratissimo diventa, quando meno se l'aspetta, debitore
Goethe
- E che? l'uomo è soltanto un errore di Dio? O Dio è soltanto un errore dell'uomo?
- Dalla scuola di guerra dlla vita: quello che non mi ammazza mi rende più forte
- Raramente ci si rompe una gamba sinché nella vita si sale faticosamente, bensì quando si comincia a rendersi le cose più facili e a scegliere vie più comode
- Una cosa buona non ci piace quando non ne siamo all'altezza
- Il libro deve esigere penna inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania ad esigere il libro. Per questo oggi stiamo tanto male a libri
- Per diventare saggi bisogna voler vivere determinate esperienze; ossia buttarsi nelle loro fauci. Molto pericoloso lo è di sicuro: più di un saggio è stato così divorato!
W. F. Nietzsche
ISOLA
"Io non ho che te cuore della mia razza"
Di te amore m'attrista,
mia terra, se oscuri profumi
perde la sera d'aranci,
o d'oleandri, sereno,
commina con rose il torrente
che quasi n'è tocca la foce.
Ma se torno a tue rive
e dolce voce al canto
chiama da strada timorosa
non so se infanzia o amore,
ansia d'altri cieli mi volge,
e mi nascondo nelle perdute cose.
Salvatore Quasimodo






